Fotografia Virtuale: Cos'è? - Seconda Parte

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Gli Step necessari per la creazione di Ambienti virtuali.
(Seconda Parte)

 

Esistono diversi modi di “ creare questi ambienti “ :

  • In internet in breve tempo si sono moltiplicate le aziende che  hanno a catalogo con prezzi assai diversi ( vanno dal libero scarico ai costi di qualche centinaio di Euro ) degli ambienti  virtuali non rifinite e con illuminazioni standard – cioè l’ossatura dell’immagine -.  Su  queste immagini vengono inseriti gli accessori che possono essere presi da internet oppure utilizzando immagini ( se possibile ) fornite dal cliente.  Assomiglia più ad un assemblaggio di elementi.

Da notare che questi ambienti possono essere presi da chiunque e pertanto risulta e risulterà sempre più facile che un cliente si trovi la stessa “immagine” già utilizzata da altri.

Ciò già avviene per molte banche immagini che spesso non rilasciano diritti di esclusiva né per il paese interessato né per mercati verticali per poter vendere più liberamente.

 

  • Esistono poi in rete ambienti già finiti ( fotografati nella realtà.. quindi precisi e immutabili) che si possono “ adattare “ alle esigenze del cliente.

Questi ambienti ( esistono diverse banche dati )  possono essere utili  ad esempio dovendo inserire qualcosa di piatto facilmente adattabile alla prospettiva , tramite programmi di fotoritocco.

Ovviamente non si possono cambiare illuminazioni, punti di vista etc.

 

La  realizzazione di un ambiente  esterno/interno tramite  programmi di virtualità.

 

Per la realizzazione di un ambiente è necessario definire a priori con il responsabile del progetto le  caratteristiche di massima dell’ambiente ( interno o esterno )  , l’utilizzo finale dell’ immagine, la grandezza massima di utilizzo, il metodo di lavoro necessario per le successive lavorazioni, che cosa deve contenere. Il tutto come in una normale fotografia.

 

Devono essere decisi a priori lo stile architettonico da adottare, il punto di vista , l’illuminazione la sensazione , il mood dell’immagine.- Si devono poi ricercare gli elementi di arredo complementari sia interni che esterni attraverso l’uso di immagini, di internet , riviste etc, in modo che non ci sia nessun dubbio sugli oggetti da utilizzare.

 

Scelta se utilizzare elementi reali fotografati o modelli virtuali

Gli oggetti primari e gli oggetti  di complemento possono essere fotografati  ad hoc, o in alternativa  - se possibile - essere acquisiti da banche dati . In questo caso si parla di realizzazione mista in quanto l’oggetto principale, o i complementi di arredo, verrà procurato/noleggiato  e verrà fisicamente fotografato secondo il preciso punto di vista della foto-camera virtuale.

Altre volte può essere il punto di vista dell’oggetto reale  e la sua illuminazione a condizionare la costruzione dell’ambiente virtuale molto spesso condizionando a tal punto la costruzione architettonica che gli sforzi compiuti per creare una situazione “super” viene completamente vanificato.

 

Questa tecnica permette di utilizzare qualsivoglia elemento ma l’immagine virtuale  perde parte delle sue caratteristiche : non potrà essere  più essere ruotata ne cambiata di illuminazione ne di punto di vista pena il rifacimento  della parte fotografica dell’immagine. Per questo – se previsto a priori- si può, in sede di scatto fotografico, effettuare ulteriori scatti da altri punti di vista . L’uso della fotografia è auspicabile quando la modellazione è estremamente difficile, complessa e lunga, non si ha a disposizione file Cad dell’oggetto o il materiale è  poco conosciuto  se  non addirittura non  disponibile.

 

Nel caso in cui il materiale fotografico viene fornito dal committente e non realizzato in contemporanea con l’immagine virtuale dovrà essere vagliato, per verificare se l’immagine possa essere inserita nell’ambiente in maniera corretta.

 

Elementi critici

  • Punto di vista
  • Illuminazione
  • Apparecchio fotografico utilizzato per la ripresa e sue caratteristiche tecniche
  • Ottica utilizzata
  • Illuminazione utilizzata
  • Definizione dell’immagine ( Dpi, metodo,  definizione  grandezza dell’immagine)

 

Tutti i sopracitati  fattori sono importantissimi per la corretta e perfetta riuscita di un inserimento in un ambiente virtuale.

 

Dopo lo studio di massima dell’ambiente viene realizzato un bozzetto  ( cartaceo o elettronico) con una illuminazione di massima,  onde verificare se l’immagine corrisponde a quanto stabilito.

 

Questa fase potrà essere riveduta e discussa con il cliente e rivista per un numero di volte  definite a priori. Si passa poi alla fase di “costruzione virtuale “  in base al progetto scelto.

In questa fase ci possono essere dei vincoli rigidi dati ad esempio da immagini già fornite dal cliente, esempio l’altezza a cui porre la macchina  virtuale etc . Se non esistono vincoli esterni l’affiancamento dell’operatore ad un vero fotografo agevola e caratterizza di molto il risultato da raggiungere.

 

Una volta definita la struttura con buona approssimazione verrà inviato al committente un preview che andrà analizzato e verranno apportate le necessarie modifiche.

 

Una volta raggiunto il preview ottimale che sarà già  comprensivo di illuminazione finale, di accessori, di backgrouud esterni, verrà lanciato il rendering finale.  Questa fase (che può durare da qualche  ora  a diverse giornate ) a seconda della complessità  della scena e della potenza di calcolo del o dei compiuter utilizzati ,  calcola in modo matematico la tridimensionalità degli oggetti, l’integrazione della luce interna /esterna artificiale o non , le ombre, importantissime  per dare congruità e forza , e il risultato è di “congelare la scena “ come lo scatto fotografico.

 

A render terminato si procede poi ad un finissaggio più o meno accurato ( dipende dalla complessità e dalle esigenze del cliente  ) tramite fotoritocco che può richiedere da poche ore ad alcune giornate; Questa fase può essere assai importante se si vuole raggiungere un risultato il più vicino alla realtà fotografica. Infatti i programmi di render sono “perfetti” da un punto di vista matematico ma non tengono conto di molte imprecisioni che l’occhio umano immagina o realmente vede.

 

L’immagine viene poi inviata al cliente per l’approvazione finale.

 

A questo punto si possono fare solamente delle modifiche che toccano il fotoritocco finale , ma non toccano il rendering : infatti l’immagine è passata dalla fase virtuale a quella “reale” statica e deve essere trattata come una fotografia. Se ci si trova costretti a modifiche sostanziali per forza di cose bisogna correggere il file nativo e rifare il render e tutte le fasi di fotoritocco finale.

Facendo un parallelismo con la fotografia Vera di un ambiente è come se il cliente chiedesse di cambiare il punto di vista in quanto il “suo mobile” non viene visto nella migliore prospettiva: Bisogna rifare tutto , per lo meno lo scatto se non a volte intervenire fisicamente sulla struttura. Questa situazione viene normalmente “capita “ ; nella fotografia virtuale molto spesso si è indotti a pensare che si possa fare tutto…..Ciò è vero ma i costi lievitano..

 

Assieme al Render finale viene normalmente eseguita una prova stampata e certificata  nelle dimensioni di utilizzo.